Off come spento, disconnesso, fuori servizio.

Ma anche, soprattutto, Live come dal vivo, presente, qui-e-ora

Disconnettersi per riconnettersi

Catherine Price

La vita è ciò a cui scegli di prestare attenzione

autrice di "Come disintossicarti dal tuo smartphone"

La tecnologia ci sta portando via non solo l'intimità e la concentrazione

Ma anche la capacità di stare da soli

Ruth Thomas

La creatività è spesso innescata dalla noia

Uno stato mentale che gli smartphone hanno annullato

Spegni il telefono e riaccendi te stesso

È possibile vivere offline?

Per molti di noi forse no, non sempre.
Il lavoro, le relazioni, le nostre passioni: gran parte della nostra vita oggi fa affidamento sulla rete. Con una serie di effetti collaterali dovuti alla sovra-connessione: calo dell’attenzione, indebolimento della memoria, relazioni personali mediate e superficiali…
Soprattutto, viviamo in una situazione di costante contraddizione: non siamo mai soli, ma non siamo mai veramente nemmeno insieme a chi ci sta accanto, non al 100%. Come non siamo mai davvero qui, e adesso, se grazie a Internet possiamo essere ovunque, in qualunque momento.
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Il valore dell’assenza. Il bisogno della presenza

I weekend OffLive ti chiedono di essere assente per il mondo per essere presente a te stesso e a chi ti circonda.
Sono un’occasione imperdibile per stare nel momento, per vivere il qui-e-ora con la dedizione disinteressata dell’infanzia, per liberare la tua creatività o semplicemente lasciare la mente libera di vagare senza meta. Un piacere frequente prima che Internet si infilasse nelle nostre tasche, ma che facciamo sempre più fatica a ricordare.

I benefici di vivere OffLive

Concentrazione

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Il nostro cervello sembra essere stato progettato per distrarsi. Del resto fino all’altro ieri, almeno in termini evolutivi, qualunque repentino mutamento della luce poteva essere un predatore e richiedere una pronta reazione da parte nostra: scappare. Meglio quindi non tenere  in mano un dispositivo che fa della distrazione il suo punto di forza! Non sempre, almeno.

Memoria

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Molto studi recenti evidenziano come smartphone e tablet influiscano negativamente sulla nostra capacità di memorizzare eventi e nozioni. Siamo sinceri: è una sensazione che ormai abbiamo un po’ tutti. Trascorrere più tempo offline può rinforzare, insieme alla concentrazione, anche la memoria.

Ricettività

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Un cervello attento agli stimoli sensoriali e al contesto ambientale è più attivo, ha un maggiore senso del tempo e dell’orientamento ed è più ricettivo. Sarà più padrone del momento sotto tutti i punti di vista: sociale e relazionale, emotivo, sensoriale.

Volersi bene

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Vivere OffLive significa spegnere più spesso o in maniera più strategia i dispositivi e ritrovare una grande quantità di tempo che sembrava perduto. Tempo che potrà essere utilizzato per coltivare un hobby o una relazione, per praticare sport, leggere, frequentare corsi… In due parole? Volersi bene.

Dialogo

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Smartphone e dispositivi rischiano di allontanarci dalle persone. È paradossale, visto che sono nati per metterci in comunicazione. Vivere OffLive può significare ritrovare un dialogo o un’intesa più profonda con una persona cara o con amici coi quali ormai scambiavamo solo brevi messaggi di testo.

Stress

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I social network sempre a portata di mano possono essere una grande fonte di stress: nomofobia, ansia , depressione, FoMO – la paura di restare tagliati fuori. Oltre a diffondere standard sociali troppo elevati e aspirazioni talvolta inautentiche. 

Lasciati ispirare

Qui troverai alcuni materiali utili per vivere OffLive tutti i giorni. Perché disconnettersi può significare riconnettersi con se stessi e con le persone che ci circondano. E vivere in pienezza il qui-e-ora.