Internet ci ha messo pochissimi anni per raggiungere i 50 milioni di utenti. La televisione ce ne ha messo qualcuno in più. La radio e, prima ancora, il telefono parecchi di più. E tutte, a loro modo, sono state tecnologie dirompenti.

La televisione, 13 anni; la radio addirittura 38. A internet sono bastati 4 anni per raggiungere i 50 milioni di utenti. Nel mondo. Utenti che a fine 2017, solo in Italia, erano 43 milioni. Ben 4 miliardi nel mondo.
Vogliamo proseguire coi numeri? Eccone uno impressionante. Se ci sono voluti 4 anni per totalizzare 50 milioni di utenti, durante il solo 2017 più di 250 milioni di persone si sono connesse per la prima volta (col primato dell’Africa, col maggior tasso di crescita). Con quasi 2.1 miliardi di utenti e una crescita pari al 15% (2017 su 2016), Facebook continua a dominare lo scenario social mondiale. Instagram registra una crescita straordinaria triplicando il numero dei suoi utenti. WhatsApp e Facebook Messenger registrano un tasso di crescita doppio (30%) rispetto a Facebook (sempre anno su anno). Gli utenti attivi sui social network sono ad oggi più di 3 miliardi nel mondo. Di questi 9 su 10 accedono via smartphone.
Che dire dell’Italia? Il 73% della popolazione è online (i già citati 43 milioni di persone), con 34 milioni di utenti attivi sui social media. Durante il 2017 si è registrata una crescita di 4 milioni di persone connesse ad Internet (+ 10% rispetto all’anno precedente) e una crescita di 3 milioni di utenti social media (+ 10% rispetto all’anno precedente). In media trascorriamo circa 6 ore al giorno online (quasi il doppio del tempo che passiamo davanti alla TV). Di queste ore, quasi 2 sono passate utilizzando una piattaforma social media.
La velocità appare inscritta nel dna di internet: è la ragione stessa per cui è nata. Accorciare le distanze annullando (o quasi) il tempo di trasferimento dei dati. E la diffusione di internet e dei suoi prodotti (social network, idee, merci, singoli file come video o immagini virali) è sempre più veloce. E, viceversa, il cambiamento viaggia sempre più spesso in rete.
Secondo un report del 2013 del McKinsey Global Institute, nei prossimi anni assisteremo all’affermarsi di 12 “disruptive technologies that will transform life, business, and the global economy”, tecnologie il cui sviluppo cambierà per sempre il nostro rapporto con la vita quotidiana. Basta scorrere velocemente l’elenco e chiunque noterà che 9 di queste 12 tecnologie sono legate a internet:
  1. Internet mobile
  2. Automazione e intelligenza artificiale
  3. Internet degli oggetti
  4. Tecnologie cloud
  5. Robotica avanzata
  6. Veicoli autoguidati
  7. Genomica avanzata
  8. Tecnologie per l’immagazzinamento dell’energia
  9. Stampa 3D
  10. Nanotecnologie e materiali avanzati
  11. Tecnologie avanzate di estrazione di gas e petrolio
  12. Energie rinnovabili
Sterile chiedersi quali di queste tecnologie saranno davvero dirompenti. Una – la prima – si è già rivelata tale, bruciando in cinque anni la previsione fatta nel 2013 dal McKinsey Global Institute: la portabilità di internet. La velocità ora è compressa nelle nostre tasche, sempre a portata di mano. E purtroppo non va intesa solo come potenza di calcolo (l’iPhone 3 era 2000 volte più veloce del Super Nintendo) ma anche – temo – come rapidità di consumo: di merci, relazioni, esperienze, conoscenze.
L’annullamento delle distanze attraverso l’azzeramento del tempo di trasferimento dei dati ha accorciato anche la distanza – a volte salutare – tra noi e il resto del mondo, tra la nostra intimità e la pubblica piazza virtuale e tra il nostro momento e quello all’apparenza sempre più speciale, più smart e più social di tutti gli altri. Affacciati senza pudore sulla nostra stanza. Stanza che non è più – come auspicava Virginia Woolf – tutta per noi.